Giovanni ci ha lasciato, ma rimarrà sempre nei cuori di chi lo ha amato. Fieri di essere stati suoi compagni di viaggio in questa vita. Ciao amico.

 

Non inviare fiori, devolvere eventuali offerte all’associazione Io Corro Con Giovanni.

 

 

 

L’associazione Io Corro con Giovanni nasce da un’idea di alcuni amici di
Giovanni Longoni, affetto da SLA, sclerosi laterale amiotrofica, dal 2006.

La SLA colpisce ogni anno 2/3 persone ogni 100.000 abitanti. Non se ne conosce ancora la causa. Porta alla perdita progressiva e irreversibile di deglutizione, articolazione della parola, respirazione e la paralisi delle funzioni muscolari scheletriche volontarie. Lascia però inalterate le funzioni cognitive, la memoria, la vista, l’udito e le sensibilità tattili.

Tra i fondatori dell’associazione, oltre agli amici di Giovanni, c’è il CAI di Paina. Fu proprio uno dei soci del Cai ad avere l’idea di intitolare “Io corro con Giovanni”
il 36° “Via Vai”, corsa non competitiva per le vie di Paina: più di un migliaio di persone vollero essere presenti alla corsa anche solo per porgere un saluto a Giovanni.

Occorreva gestire al meglio i molti fondi raccolti. Da qui l’idea di creare l’associazione,
il cui obiettivo non è “reinventare la ruota” sulla SLA, ma è quello di fare rete, organizzare progetti, collaborare, supportare e convogliare fondi verso realtà già in prima linea da anni nella lotta alla SLA e che hanno mostrato serietà e competenza.

Le attività svolte e i fondi raccolti sono documentati e condivisi con la massima trasparenza e chiarezza: attualmente si contano 123 soci e più di 90.000 euro raccolti, con cui sono stati finanziati importanti progetti di Aisla, Arisla, Istituto Mario Negri e il progetto SLAncio della Cooperativa La Meridiana.

Giovanni è solito ribadire che “la ricerca è la nostra più grande speranza”: nel 2014 l’Associazione ha perciò costituito PriSLA, che si occupa di gestire premi di laurea per la ricerca sulla SLA. Lo scopo è stimolare i giovani a portare avanti la ricerca su un tema difficile, che va a toccare il profondo della nostra sensibilità morale e della natura umana. Il loro contributo tangibile alla lotta alla SLA, si unirà al nostro coro per dire ai malati e ai loro cari che non sono soli nell’affrontare la malattia.